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Pareri Motivati di Diritto Civile


Pareri motivati di Diritto Penale

 I pareri di Diritto civile

  • Tizio conclude con Caio un contratto nel quale il primo promette in vendita al secondo una porzione identificata del fondo Omega di proprietà di Mevio, con l’impegno che il contratto definitivo verrà stipulato direttamente da quest’ultimo.
    Dopo la scadenza del termine fissato per la conclusione del contratto definitivo, alle istanze di Caio di addivenire quanto prima al rogito, Tizio risponde di avere gia sollecitato piu volte Mevio affinchè provveda alla cessione della quota del fondo Omega.
    Per scrupolo, Tizio provvede comunque a sollecitare nuovamente Mevio, interessandosi anche personalmente per rimuovere gli ostacoli che, a detta di questo, impediscono la stipulazione del contratto definitivo.
    Dopo alcuni mesi, nonostante l' impegno di Tizio, Caio comunica a quest’ultimo di non avere più interesse alla conclusione del contratto e di pretendere invece da lui, oltre ad un indennizzo, anche un congruo risarcimento dei danni subiti per la mancata conclusione dell’affare.
    Tizio si reca allora da un legale per avere un parere in merito alla legittimità delle pretese di Caio.
    Il Candidato, assunte le vesti del legale, rediga parere motivato sulla questione.

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  • Il dott. Pirroddu, specialista in geriatria, esercita la sua libera professione in provincia di Nuoro dove si reca personalmente a casa dei suoi numerosissimi pazienti, molti dei quali abitano tra le montagne in posti isolati raggiungibili solo con un fuoristrada. Il 5 gennaio 2005 si recava come ogni giorno da alcuni pazienti e nel percorrere una strada provinciale tra le campagne, improvvisamente viene urtato nella fiancata destra da un trattore che si stava immettendo da una stradina interpoderale sulla provinciale.
    Il suo fuoristrada si capovolge finendo nella campagna dal lato opposto. Egli ne esce illeso ma la sua auto riporta danni non solo alla carrozzeria ma anche all'asse posteriore delle ruote motrici. Il candidato, assunte le vesti del legale del dott. Pirroddu, rediga motivato parere, considerando che l’auto del dottore è stata in riparazione più di tre mesi durante i quali egli è stato costretto a noleggiare un’altra auto con le stesse caratteristiche e con un notevole dispendio economico.

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  • Lucia, operaia qualificata di una azienda privata milanese, da circa un anno è vittima di persecuzioni da parte del titolare dell’azienda attuate indirettamente per opera di un dirigente, che le hanno reso la vita sul luogo di lavoro impossibile. Quotidianamente riceve minacce di licenziamento se non si deciderà ad assecondare le avance del titolare che già da alcuni mesi ha provveduto a trasferirla a mansioni inferiori alla sua qualifica.
    Esasperata ed in preda, ormai, ad esaurimento nervoso che le sta causando disturbi del sonno nonché una forte gastrite, il 28 marzo 2005 decide di rivolgersi ad un legale per un parere.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Lucia, premessi brevi cenni sul danno non patrimoniale, rediga motivato parere.

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  • Tizio, giovane imprenditore edile di Milano, nell’ottobre 2003, concludeva con Tizia, orfana ed in precarie condizioni economiche, un contratto con il quale quest’ultima gli trasferiva la proprietà di due appartamenti al 1° piano di un edificio sito in Milano lasciatole in eredità dal padre e del quale esisteva solo la struttura portante in cemento armato. Tizio, a titolo di corrispettivo, versava la somma di € 50.000,00 e si impegnava a ad eseguire tutti i lavori di completamento e di rifinitura dell’intero edificio, precisamente a realizzare due appartamenti per ognuno dei tre piani, considerando l’accordo relativo al corrispettivo non soggetto a revisione.
    I lavori venivano affidati da Tizia alla direzione del geometra Caio.
    Durante i lavori Tizia pretendeva alcune importanti variazioni al progetto che non superavano il sesto del valore complessivo ma che impedivano a Tizio di consegnare nel termine pattuito l’edificio, senza che le parti provvedessero a fissare un nuovo termine. Così, Tizia prendeva in consegna l’opera alcuni mesi dopo il termine stabilito e precisamente il 10 luglio 2004. Ma qualche giorno dopo il suo fidanzato, giovane ingegnere, le faceva notare con preoccupazione non solo che la costruzione era notevolmente difforme dal progetto presentato in Comune, ma anche che si era verificato un cedimento di una parte del suolo su cui sorgeva l’immobile a causa della presenza di una falda acquifera che ne pregiudicava l’intera stabilità e che non era facilmente riconoscibile agli occhi di un profano.
    Pertanto si rendevano assolutamente necessarie alcune modifiche ed opere di consolidamento. Il 1°settembre 2004 Tizia inviava una lettera raccomandata a Tizio con la quale denunciava i difetti della costruzione e due mesi dopo lo citava in giudizio chiedendo, in via principale, la risoluzione del contratto ed, in via subordinata, la eliminazione dei vizi nonché la somma di € 10.000,00 a titolo di penale per il ritardo nella consegna ed il risarcimento dei danni. Appena ricevuta la citazione, Tizio si rivolge al suo legale per un parere precisando che egli si è attenuto fedelmente al progetto fornito dall’ingegnere di Tizia senza assumere alcuna iniziativa e senza opporsi alle istruzioni ricevute dal direttore dei lavori sebbene egli fosse in completo disaccordo. Desidera, inoltre, capire bene chi sarebbe responsabile nell’eventualità in cui in futuro la costruzione crollasse arrecando danni a terzi.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, premessi brevi cenni sul contratto di appalto con particolare riferimento alla responsabilità per vizi dell’opera, rediga motivato parere.

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  • In data 20 gennaio 2005 Tizio, residente in Roma conclude con la società “Alfa” un contratto preliminare avente ad oggetto la vendita di un appartamento sito in una località turistica della costiera ligure di ponente in provincia di Savona, dove la società “Alfa” ha sede.
    Il mese dopo, il giorno fissato per il rogito, Tizio non si presenta perché ricoverato d’urgenza in ospedale ma solo dopo 10 giorni fa pervenire un telegramma nel quale chiarisce i motivi della sua assenza, precisando di non essere più interessato all’acquisto.
    Nel marzo 2005 la società “Alfa” lo cita in giudizio per ottenere l’adempimento del contratto innanzi al Tribunale di Savona, in quanto il contratto predisposto unilateralmente dalla suddetta società contiene la clausola in cui le parti indicano come foro competente quello in cui ha sede la società predisponente.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, dopo aver trattato brevemente delle clausole contrattuali, e del perfezionamento della notificazione, rediga motivato parere evidenziando le problematiche e le diverse soluzioni, considerando che la clausola non è stata oggetto di particolari accordi tra le parti, che il convenuto Tizio non intende costituirsi e che alla ormai imminente udienza di comparizione la società attrice farà presente al giudice di non essere in possesso dell’avviso di ricevimento.

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  • Il giorno 05 marzo 2005 Paolo, coniugato con Francesca dal 1999, si reca dal suo legale di fiducia per esporgli alcune vicende che lo interessano e preoccupano non poco. Il 10 maggio 2004 egli ha promesso per iscritto di acquistare da Tizio tutti i suoi diritti sui terreni di Anacapri lasciati in eredità dal padre ed ancora in comunione con i suoi due fratelli i quali, venuti a sapere del contratto, intendono agire legalmente, se necessario, per tutelare i loro diritti.
    Il 30 marzo 2004 concludeva con Sempronio un contratto preliminare avente ad oggetto la villetta di Formia che appena sposati aveva acquistato, senza nulla dire a Francesca per farle una gradita sorpresa, e che oggi è costretto a vendere per necessità economiche sebbene la moglie, a conoscenza del contratto, sia contraria.
    All’inizio del 2005 ha promesso a Sergio di vendergli due piccoli appartamenti, uno in Napoli e l’altro in Acerra appena costruito ma ancora privo di certificato di abitabilità.
    Per quello di Napoli il termine per la stipula del definitivo scade il 31/03/2005 ma Sergio,un paio di mesi prima, venuto a sapere che l’appartamento in oggetto è in realtà di Francesca, si è rivolto al suo legale citando in giudizio Paolo chiedendo, in via principale, la nullità del contratto per non aver indicato nel preliminare con completezza tutti i dati catastali dell’immobile, il titolo di provenienza ne l’impegno a comparire davanti ad un notaio; in via subordinata, la risoluzione del contratto non essendo il bene di sua proprietà.
    Quanto all’appartamento di Acerra, il termine per la stipula del definitivo è decorso da qualche giorno, ma Sergio non intende più concludere il contratto sebbene gli sia stato più volte detto che la mancanza del certificato di abitabilità sia da imputare ad un ritardo del Comune.
    Infine, egli vanta un credito di € 20.000,00 nei confronti di Primo che è ormai inadempiente da diversi mesi. Ma recentemente, i suoi genitori hanno promesso a Paolo per iscritto, che avrebbero fatto il possibile per convincere il figlio a pagare la somma e che non deve preoccuparsi perché comunque sarà pagato.
    Ma nonostante ciò Primo si rifiuta ancora di pagare.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Paolo, premessi brevi cenni sui contratti consensuali e reali, ad effetti reali ed obbligatori, con particolare riferimento al contratto preliminare, rediga motivato parere evidenziando le problematiche in questione.

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  • I coniugi Tizio e Caio, per festeggiare il loro 25esimo anniversario prenotano un soggiorno turistico presso un villaggio sul Mar Rosso, precisando di volere una camera adatta ad un disabile, essendo Tizio da alcuni anni costretto su una sedia a rotelle.
    L'agenzia di viaggi, alle numerose insistenze fatte dai coniugi prima della partenza, ripeteva più volte e garantiva di aver provveduto a sistemarli secondo le loro richieste.
    Ma all'arrivo nel villaggio si accorgono che la loro camera non è adatta ad un portatore di handicap, non solo per la presenza di numerosi gradini, ma anche per i servizi igienici non idonei e per la mancanza di aria condizionata.
    Appena tornati in Italia, i coniugi si rivolgono al loro legale di fiducia per un parere. Il candidato, premessi brevi cenni sul risarcimento del danno non patrimoniale, rediga il relativo parere nonché l'atto più idoneo.

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  • Tizio, noto imprenditore edile fiorentino, nell’anno 2004, costruisce alla periferia di Firenze un edificio costituito da 20 appartamenti, e adibisce una adiacente area a parcheggio. L’anno successivo Tizio vende tutte le unite immobiliari riservandosi la proprietà degli spazi destinati al parcheggio.
    Nel gennaio 2006 Tizio, dopo aver appreso che molti residenti della zona sono in cerca di un posto auto da acquistare, decide di mettere in vendita le aree destinate a parcheggio che ha costruito, nonostante la forte opposizione dei condomini dell’edificio che da sempre hanno usato quegli spazi per parcheggiare i propri veicoli.
    Tizio si rivolge al suo legale di fiducia per sapere se può vendere gli spazi destinati a parcheggio senza incorrere in problemi legali.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese al caso.

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  • Tizio è proprietario della quota pari a un mezzo di un edificio sito in Torino alla Via Roma n. 5 mentre l’altra metà appartiene a Caio.
    Nella mattina del 10 maggio 2006, Tizio si accorge della presenza di alcune infiltrazioni d’acqua sulle mura dell’edificio e nell’impossibilità che anche Caio partecipi alla riparazione, in quanto all’estero per lavoro, provvede a chiamare un tecnico per eseguire i lavori, sopportando da solo la spesa di € 2000,00.
    Un mese dopo, Tizio si rivolge al suo legale di fiducia per sapere se può recuperare una parte della somma spesa, specificando che essa non era strettamente necessaria ai fini della statica dell’edificio, ma sicuramente utile alla conservazione delle mura e che, pertanto, avrebbe potuto aspettare il ritorno di Caio.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese al caso di specie.

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  • Caio, dal mese di ottobre dell’anno 1998, conduce in locazione, per il canone di € 1000,00 un appartamento di proprietà di Tizio situato nel centro storico di Napoli.
    Nel maggio 2005, e cioè ben 18 mesi prima della scadenza del contratto di locazione prevista per il mese di ottobre 2006, Caio comunica a Tizio la volontà di recedere anticipatamente dal predetto contratto in quanto non è più disposto a sottostare alle gravi e incessanti molestie arrecate da Sempronio, condomino dell’appartamento sovrastante il proprio. Quest’ultimo, infatti, con atti contrari alla civile convivenza – quali rumori diurni e notturni, caduta di acqua sporca sulle finestre della cucina, impedimenti all’apertura delle finestre – ha in tal modo pregiudicato il normale godimento da parte di Caio dell’immobile locato.
    Tizio, preso atto del recesso anticipato di Caio, si rivolge al suo legale di fiducia per sapere se può agire nei confronti di Sempronio al fine di ottenere il risarcimento del danno subito per il mancato introito dei canoni di locazione relativi alle mensilità da giugno a novembre 2006.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, premessi brevi cenni sulle immissioni in generale, rediga motivato parere illustrando le problematiche sottese al caso di specie.

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  • Sempronio conduce in locazione un appartamento di proprietà del Condominio di Via Pace n. 10 sito in Napoli.
    Nel predetto immobile, nel mese di maggio 2006 e in seguito ad alcuni lavori eseguiti il mese precedente da Mevio - inquilino dell’appartamento sovrastante a quello di Sempronio e di proprietà di Caio -, si verificano delle infiltrazioni di acqua a tal punto gravi da compromettere la stabilità dell’immobile e da determinare una situazione di pericolo. Sempronio, pertanto, preoccupato per tale stato di cose, si rivolge al suo legale di fiducia in quanto intende adire l’autorità giudiziaria affinché vengano adottati provvedimenti urgenti volti a rimuovere la situazione di pericolo. A tal fine, vuol sapere dal legale quale soggetto deve ritenersi responsabile e, pertanto, obbligato al risarcimento dei danni cagionati all’immobile.
    Sempronio, nell’esporre la vicenda, fa presente al legale sia che l’edificio di Via Pace ha in passato già presentato alcuni problemi, dovuti a vetustà delle strutture anche condominiali, deterioratesi poi nel tempo a causa di precedenti infiltrazioni dal piano superiore, sia che i lavori eseguiti da Mevio, consistiti in modifiche strutturali e nell’istallazione di una pesante cella di refrigerazione producente vibrazioni e fenomeni di condensa, hanno chiaramente provocato il danno al suo appartamento.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Sempronio, premessi brevi cenni sulla responsabilità ex art. 2051 c.c., rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese al caso.

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  • In data 10 maggio 2006 a Tizia viene notificato dalla Società Gamma – concessionaria per la riscossione dei tributi del Comune di Napoli – un provvedimento con il quale è stato disposto il fermo del proprio veicolo. Da tale atto risulta che Tizia non ha provveduto al pagamento della tassa rifiuti solidi urbani relativa all’anno 2004.
    Tizia immediatamente si rivolge al suo legale di fiducia per sapere se è legittimo il provvedimento e cosa si può fare.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, rediga motivato parere illustrando le problematiche.

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  • In data 05/01/2006 a Tizio, proprietario di un fabbricato, nel quale svolge la propria attività lavorativa, sito in Piazza dei Monumenti nella città di Roma, viene comunicato l’avvio di un procedimento espropriativo sorto in virtù di una delibera della Giunta del Comune di Roma, avente ad oggetto la demolizione di una serie di fabbricati per la realizzazione del progetto di arredo urbano della frazione di Colli Albani.
    In data 3.03.06, iniziano i lavori di demolizione e in assenza del decreto di espropriazione, legittimante l’attività della Autorità Comunale, viene demolito il fabbricato di Tizio. Quest’ultimo, assumendo di aver subito un ingente danno a causa della perdita della proprietà e del possesso del suo fabbricato, si rivolge al proprio legale di fiducia Sempronio perché intende agire nei confronti del Comune di Roma al fine di conseguire il risarcimento del suddetto danno.
    In particolare, Tizio, nell’esporre la vicenda a Sempronio, gli spiega che vi è stato un procedimento espropriativo al quale egli ha preso parte facendo presente al Comune che il fabbricato rappresentava per lui l’unica fonte di sostentamento e che evidentemente dalla demolizione dello stesso gli sarebbe derivato un enorme danno. Malgrado ciò il Comune aveva illegittimamente occupato il fabbricato attesa la mancanza del decreto di espropriazione. Ciò premesso Tizio chiede al legale in che modo deve procedere: in primo luogo se sia necessario impugnare il provvedimento amministrativo illegittimo dal quale egli ritiene di essere stato leso, prima di chiedere il risarcimento; in secondo luogo quale sia la sede giurisdizionale presso la quale deve agire per chiedere il risarcimento del danno, se cioè ricorrere al giudice ordinario ovvero al giudice amministrativo.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, illustri le problematiche sottese al caso di specie.

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  • Tizio, quale sostituto procuratore della Repubblica in servizio presso l’ufficio del Tribunale di Roma diretto dal procuratore Sempronio, in data 10.01.2005 inizia un’indagine in merito al tentativo di suicidio della moglie di un ufficiale della legione dei Carabinieri di Roma comandata dal colonnello Caio.
    Nel corso delle indagini, Tizio dispone la convocazione dell’ufficiale Mevio al fine di avere chiarimenti in ordine alle dichiarazioni a lui rese da un altro carabiniere, e successivamente da quest’ultimo ritrattate in una verbalizzazione disposta ad iniziativa di Caio.
    In data 10.05.2005, Caio chiede ed ottiene di essere ricevuto dal procuratore della Repubblica Sempronio al quale manifesta la sua preoccupazione per l’attività istruttoria che Tizio sta compiendo e insinua che questi potrebbe inficiare le indagini poiché mosso da un risentimento e rancore nei confronti degli ufficiali della Legione dei Carabinieri. Tale rancore, a detta di Caio, nascerebbe dal fatto che, una volta divenuto magistrato, a Tizio non sarebbe più stato consentito di continuare a frequentare la mensa della Legione come all’epoca in cui era ufficiale dell’Arma.
    Un mese dopo, in seguito al colloquio intercorso tra Caio e Sempronio, Tizio viene sottoposto a procedimento disciplinare (nell’ambito del quale viene rivelato il contenuto del colloquio), definito con il proscioglimento da parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Assumendo Tizio di aver subito a causa di tale vicenda danni morali, alla reputazione ed alla vita di relazione nonché danno biologico, in data, 5.04.2006, cita in giudizio Caio, nelle more divenuto generale dei Carabinieri, per ottenere il risarcimento dei predetti danni ingiustamente subiti, quantificati nella somma di € 500.000,00.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio e illustrate le problematiche sottese al caso, rediga motivato parere.

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  • Tizio, quale sostituto procuratore della Repubblica in servizio presso l’ufficio del Tribunale di Roma diretto dal procuratore Sempronio, in data 10.01.2005 inizia un’indagine in merito al tentativo di suicidio della moglie di un ufficiale della legione dei Carabinieri di Roma comandata dal colonnello Caio.
    Nel corso delle indagini, Tizio dispone la convocazione dell’ufficiale Mevio al fine di avere chiarimenti in ordine alle dichiarazioni a lui rese da un altro carabiniere, e successivamente da quest’ultimo ritrattate in una verbalizzazione disposta ad iniziativa di Caio.
    In data 10.05.2005, Caio chiede ed ottiene di essere ricevuto dal procuratore della Repubblica Sempronio al quale manifesta la sua preoccupazione per l’attività istruttoria che Tizio sta compiendo e insinua che questi potrebbe inficiare le indagini poiché mosso da un risentimento e rancore nei confronti degli ufficiali della Legione dei Carabinieri. Tale rancore, a detta di Caio, nascerebbe dal fatto che, una volta divenuto magistrato, a Tizio non sarebbe più stato consentito di continuare a frequentare la mensa della Legione come all’epoca in cui era ufficiale dell’Arma.
    Un mese dopo, in seguito al colloquio intercorso tra Caio e Sempronio, Tizio viene sottoposto a procedimento disciplinare (nell’ambito del quale viene rivelato il contenuto del colloquio), definito con il proscioglimento da parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Assumendo Tizio di aver subito a causa di tale vicenda danni morali, alla reputazione ed alla vita di relazione nonché danno biologico, in data, 5.04.2006, cita in giudizio Caio, nelle more divenuto generale dei Carabinieri, per ottenere il risarcimento dei predetti danni ingiustamente subiti, quantificati nella somma di € 500.000,00.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio e illustrate le problematiche sottese al caso, rediga motivato parere.

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  • Tizio, facoltoso imprenditore napoletano, svolge la maggior parte dei propri affari nella città di Napoli dove è molto conosciuto e stimato. Il 10.02.04 Caio si rivolge ad una banca sita nel centro di Napoli e, spacciandosi per Tizio con un documento falso, chiede di aprire un conto corrente depositando la somma di 500 euro.
    Il funzionario della banca Mevio, a fronte di tale richiesta, visionato superficialmente il documento esibito da Caio, senza accorgersi che si trattava di una patente grossolanamente falsificata in quanto la firma era diversa da quella del titolare e con timbro all’evidenza anomalo, apre il conto corrente in favore del nuovo cliente.
    Subito dopo tale operazione e senza provvedere ad effettuare verifiche ulteriori, Mevio consegna a Caio un corposo carnet di assegni che quest’ultimo immediatamente utilizza per un importo pari a € 25.000.00, naturalmente senza copertura.
    Tizio, a causa della truffa compiuta da Caio, subisce molteplici ed ingenti danni in quanto viene sottoposto a procedimento penale che, dopo un primo decreto penale di condanna, debitamente opposto, si conclude con l’assoluzione per non aver commesso il fatto (per essere falsa la firma sugli assegni a vuoto). Consegue al fatto anche la paralisi immediata della sua attività di imprenditore, la impossibilità di iscrizione negli albi di fornitori e appaltatori degli enti pubblici nonché la sospensione dell’affidamento di un appalto del Ministero di Giustizia.
    A distanza di due anni dall’accaduto, Tizio si rivolge al suo legale di fiducia poiché intende agire nei confronti della banca per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti in conseguenza della truffa perpetrata ai suoi danni. Il candidato, premessi brevi cenni sull’art. 1176 c.c. “diligenza nell’adempimento”, rediga motivato parere.

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  • Tizio, single trentenne, da più di 4 anni vive da solo in un appartamento nel centro di Roma dove lavora saltuariamente come operatore telefonico, “call center”, per una società di telefonia e come venditore a domicilio di articoli per la casa.
    Il 2 febbraio 2006, dopo essersi occupato, come ogni giorno, delle faccende domestiche, esce di casa per recarsi in un grande supermercato sito nella periferia di Roma. Mentre percorre a velocità moderata una strada statale a doppio senso di circolazione, viene travolto da un camion di grosse dimensioni che, transitando ad alta velocità, improvvisamente invade completamente il senso di marcia opposto scaraventando così l’auto di Tizio contro un albero.
    Nell’impatto, quest’ultimo riporta gravi ferite agli arti superiori ed inferiori.
    Dopo alcuni mesi, trascorsi eseguendo terapie riabilitative, Tizio si rivolge ad un suo amico avvocato per sapere se può ottenere un risarcimento dei danni. Nell’esporgli la vicenda lo mette al corrente del fatto che egli sin dal primo momento in cui è andato a vivere da solo ha provveduto personalmente ai lavori domestici, mentre, invece, a seguito dell’incidente, non può più svolgere nessuna attività necessaria alla cura della propria casa, circostanza che lo ha costretto a ricorrere ad aiuti esterni, sopportando un considerevole esborso economico, al quale non sempre riesce a farvi fronte. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere.

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  • La piccola Camilla, iscritta alla classe III elementare dell’Istituto Scolastico Statale “Mevio” di Avellino, il 10.02.2006, come ogni giorno, si reca a scuola accompagnata dai suoi genitori. Durante la lezione, mentre colora il suo disegno seduta al banchetto, perde l’equilibrio e cade dalla sedia procurandosi una frattura al braccio sinistro. L’insegnante Tizia, non appena si accorge dell’accaduto, si avvicina all’alunna per soccorrerla e, poiché la bambina lamenta un forte dolore al braccio, immediatamente chiama il Preside della Scuola che a sua volta provvede con urgenza a chiamare un’ambulanza e ad avvisare i genitori. Questi ultimi, giunti a scuola, non esitano a rimproverare l’insegnante Tizia accusandola di non aver adeguatamente vigilato sulla bambina ritenendola, pertanto, responsabile del danno che Camilla si è procurata. Un mese dopo, Caio e Caia, genitori di Camilla, citano l’istituto Scolastico e l’insegnante per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla loro figlia. Tizia, seriamente preoccupata, si rivolge al suo legale di fiducia per esporgli la vicenda precisando che la caduta della sua alunna è stata così repentina da non permetterle di prevenirla. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, premessi brevi cenni sulla responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte, rediga motivato parere, illustrando le problematiche.

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  • Luca, come ogni sera terminato il lavoro sta rientrando a casa in automobile percorrendo la strada statale Aurelia in direzione di Piombino (Li), ed essendosi trattenuto fino a tardi in ufficio ha dato un passaggio al collega Attilio.
    Ad un tratto, a causa dell’alta velocita’, del buio e forse della stanchezza, Luca perde il controllo dell’auto andando a sbattere contro un albero.
    Nell’impatto, entrambi, senza cinture di sicurezza, finiscono fuori dell’auto ma solo Attilio riporta gravi ferite alle gambe che gli pregiudicheranno per sempre la deambulazione.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Attilio, dopo aver brevemente trattato della responsabilita’ extracontrattuale, rediga motivato parere considerando che, a seguito dell’incidente Attilio ha subito numerosi interventi chirurgici all’estero, ha perso il posto di lavoro ed è caduto in un forte stato depressivo.

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  • RESPONSABILITA’ PER DANNI CAUSATI DA CANI RANDAGI
    La piccola Mevia, il 20 maggio 2005, mentre gioca con altri bambini nella villa comunale della sua citta’, Bari, si accorge della presenza di alcuni cani randagi che, abbaiando, si dirigono verso di lei. La piccola, alla vista dei cani, per sottrarsi ad una possibile aggressione, incomincia a fuggire e mentre corre verso i genitori, viene aggredita e morsicata
    A seguito dell’accaduto, Caio e Caia, genitori di Mevia, decidono di agire in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni riportati dalla figlia, e così, in data 5 febbraio 2006, citano in giudizio il comune di Bari.
    Il candidato, assunte le vesti del legale del comune, premessi brevi cenni sulla responsabilità per i danni cagionati da animali ex art. 2052 c.c. rediga motivato parere evidenziando le problematiche, ed infine rediga l’atto giudiziario ritenuto più opportuno.

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  • Tizietto, di anni 16, il giorno 28.02.05, in occasione del carnevale, si reca ad una festa organizzata nell’oratorio parrocchiale della sua città.
    A corredo del suo costume, Tizietto porta con se un manganello di plastica che decide, preventivamente, di rafforzare con del cemento. Nel corso della festa Tizietto, utilizzando il manganello, aggredisce Caio, suo coetaneo, provocandogli lesioni di una certa entità. A seguito dell’accaduto, Mevio e Mevia, genitori di Caio, decidono di intraprendere un’azione risarcitoria nei confronti dei genitori di Tizietto, Sempronio e Sempronia.
    Questi ultimi sorpresi per il comportamento del figlio, al quale sin da piccolo si erano dedicati impartendogli una corretta educazione, e preoccupati per le possibili conseguenze, il 1° marzo 2006 si recano dal loro legale di fiducia per sapere se saranno ritenuti direttamente responsabili dell’atto compiuto dal loro figlio.
    Il candidato, assunte le vesti del legale dei genitori di Tizietto, premessi bervi cenni sulla responsabilità ex art. 2048 c.c., rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese al caso di specie.

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  • Tizio, mandatario senza rappresentanza di Caio, acquista per conto di questi il fondo Corneliano da Sempronio, con un contratto per persona da nominare, allo scopo di far conseguire la proprietà di detto fondo a Caio. Nel regolamento negoziale Tizio e Sempronio si accordano per fissare come termine per la electio personae il momento della stipula dell'atto pubblico di compravendita del fondo, stabilendo altresì che tale stipula non debba avvenire prima di trenta giorni. Tizio, volendo assicurarsi che gli effetti del contratto si produrranno in capo a Caio sin dal perfezionamento del contratto, si rivolge al proprio legale per avere un parere in merito.

  • Tizia, dovendo fare spese, decide di uscire con l’automobile. Arrivata nei pressi dei grandi magazzini “Super Sconto”, si accorge di aver portato con sé l’autoradio ed una giacca di pelle, dimenticata sul sedile posteriore la sera precedente; decide quindi di parcheggiare nell’autorimessa a pagamento gestita dai grandi magazzini. Dopo alcune ore, finite le spese, Tizia fa ritorno all’auto ma l’attende una sgradevole sorpresa. Lo sportello dell’auto, infatti, presenta il finestrino in mille pezzi; inoltre, dall’abitacolo dell’auto mancano l’autoradio e la giacca di pelle.
    Tizia decide di citare in giudizio la “Super Sconto” al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza del danneggiamento dell’auto e del furto degli oggetti.
    Si esprima parere motivato circa la fondatezza della pretesa avanzata.

  • Il Sig. Mario Bianchi, in data 3 settembre 1998, comprometteva con il Sig. Dario Rossi, amministratore unico della Società Rossi Costruzioni S.r.l., l'acquisto di un appartamento di mq 120, sito in un fabbricato in via di realizzazione, al quinto piano, per il prezzo di £. 200.000.000 (euro 103.291,38).
    Il 30-12-99, data stabilita per la consegna dell'immobile, l'impresa intendeva consegnargli, in luogo di quello promesso, l'appartamento sito al secondo piano, di mq 70.
    Bianchi invitava allora la società venditrice a stipulare il rogito e, persistendo il suo inadempimento, la costituiva in mora. Costretto, nelle more, per fare fronte alle esigenze familiari, ad acquistare un altro appartamento di mq 120, si rivolgeva al suo legale per ottenere giudizialmente la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno.
    Il candidato, assunte le vesti del legale del Sig. Bianchi, rediga l'atto di citazione relativo a tale caso e la procura alle liti in calce allo stesso atto.

  • Tizia sposa Caio e presta la sua collaborazione tecnica e contabile per la conduzione di un'attività commerciale del marito nel campo dell'arredamento, con ottimi risultati e notevole sacrificio. Caio le corrisponde periodicamente una somma di denaro per le sue prestazioni lavorative.
    Deterioratasi l'armonia familiare ed avendo il marito Caio cessato di corrisponderle remunerazioni, Tizia si rivolge al suo legale di fiducia per un parere sulla possibilità di veder tutelati i suoi diritti patrimoniali.
    Il candidato rediga in merito motivato parere, illustrando anche le conseguenze per Tizia nel caso di separazione personale dal coniuge o di sua estromissione dall'impresa di Caio.

  • Tizio, avendo intenzione di aprire un grosso deposito di prodotti alimentari, stipula con la società edile Alfa un contratto con il quale quest'ultima si obbliga a costruire un capannone. L'opera viene completata e consegnata dopo un anno dalla stipula del contratto. Tizio, dopo averne verificato l'apparente bontà, ne prende possesso onde iniziare la sua attività commerciale.
    Tre settimane dopo la consegna - a seguito di un violento temporale - Tizio si accorge che dal tetto del capannone provengono notevoli infiltrazioni di acqua piovana. Nello stesso giorno comunica il fatto alla società Alfa. Di fronte al disinteresse di quest'ultima si rivolge ad un avvocato per chiedere in giudizio l'eliminazione dei vizi dell'opera a cura della società Alfa, nonchè la riduzione del prezzo non ancora completamente pagato.

  • Tizio, proprietario di un palazzo composto da otto appartamenti, nel suo testamento istituisce eredi i propri figli Caio e Sempronio, ai quali assegna rispettivamente cinque e due appartamenti dell'edificio, disponendo che l'abitazione del portiere ed il giardino antistante rimangano di proprietà comune. Alla sua morte, Caio e Sempronio stipulano un regolamento di condominio, con il quale disciplinano l'uso e la gestione delle parti comuni: essendo insorti dei contrasti, Sempronio si rifiuta di riconoscere gli amministratori nominati da Caio, e di dare esecuzione alle delibere dell'assemblea, affermando l'inesistenza del condominio, in quanto costituito da sole due persone. Può Caio agire per ottenere il riconoscimento dell'esistenza del condominio e la validità del regolamento stipulato?

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