Va risarcita anche l’agonia che poi porta alla morte
Cass. Sez. civ. sentenza n. 8360/2010
La Cassazione ha stabilito che nel calcolare il risarcimento del danno da morte ''si deve tenere conto anche della sofferenza psichica subita dalla vittima di lesioni fisiche alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte, che sia rimasta lucida durante l'agonia, in consapevole attesa della fine”. Inoltre: ''il giudice deve personalizzare la liquidazione dell'unica somma dovuta in risarcimento dei danni morali tenendo conto anche del cosiddetto danno tanatologico dove i danneggiati ne facciano specifica richiesta''.